Marlon Brando, il talento sul set e la passione nella vita di un grande divo del cinema (prima parte)

Una nostra nuova redattrice traccia un profilo di Marlon Brando, uno dei più grandi attori della storia del cinema mondiale. Lo fa con un articolo diviso in due parti, del quale pubblichiamo la prima, nel quale ripercorre non soltanto gli aspetti artistici ma anche quelli personali della vita del grande divo, che ha segnato con la sua figura intere generazioni.

 

 

Ricorre quest’anno il novantottesimo anniversario della nascita di Marlon Brando, nato nel 1924 e morto nel 2004, attore, sceneggiatore e regista statunitense, un’icona immortale del cinema. “Recitare, in generale, è qualcosa che la maggior parte delle persone pensa di non essere in grado di fare, ma lo fa dalla mattina alla sera. La recitazione più sottile che abbia mai visto è quella di persone comuni, che cercano di mostrare di sentire qualcosa che non sentono o che cercano di nascondere qualcosa. È qualcosa che tutti imparano in tenera età”. Queste le parole con cui  Marlon Brando descriveva il “mestiere” di recitare. Non basterebbero libri interi per delineare sino in fondo una figura ambigua, unica, affascinante e anticonvenzionale come quella di Brando. Un discorso a parte, poi, si dovrebbe fare sulla sua carriera : esponente del metodo Stanislavskj, è stato fonte di ispirazione per attori della portata di Jack Nicholson, Al Pacino e Robert De Niro. Mi piace pensare che per Hollywood egli sia stato come una secchiata d’acqua gelida: schietto, brutalmente onesto, non certo intenzionato a mantenere l’immagine pulita e idilliaca del divo hollywoodiano. Del resto, quando pensiamo a un divo del cinema, spesso ci si proietta davanti un uomo in smoking, circondato da ammiratrici in delirio, che passa le giornate a mollo nella piscina della sua villa lussuosa, per quanto la maggior parte delle stelle di Hollywood degli anni ’40 e ’50 non vantasse certo nobili origini. Ritengo che Marlon Brando sia una delle figure che si sono dimostrate più umane  nel panorama di Hollywood, sia in senso positivo che negativo. Ma andiamo con ordine. Nato il 3 aprile 1924 nel Nebraska, Brando visse un’infanzia piuttosto turbolenta che influenzò inevitabilmente la sua vita sia professionale che privata. Il padre, Marlon Brando senior, era per sua stessa ammissione un uomo che prediligeva di gran lunga la frequentazione di bordelli e night club rispetto alla famiglia. Stretto e duraturo fu invece il legame con la madre, Dorothy, e le due sorelle Jocelyn e Frances. Il debutto di Marlon nel mondo dello spettacolo avvenne negli anni ’40 a Broadway, dove recitò in diverse commedie. Uno dei suoi ruoli teatrali più importanti fu quello di Stanley Kowalski nel dramma “A Streetcar Named Desire”, di Tennessee Williams, che gli spalancò le porte del cinema, nel quale sarebbe stato trasposto, e lo portò nel 1950 a recitare nel suo primo film dal titolo “The Men”. Una delle immagini con le quali è più comunemente immortalato Brando è quella del personaggio di Johnny Strabler, da lui interpretato in “The Wild One” nel 1953: il classico ragazzaccio in jeans e giacca di pelle, che con il suo fascino rozzo e sfacciato fa strage di adolescenti. Ci credereste che lo stesso Brando si identificava in parte in Johnny? Si dice, a questo proposito, che si sia fatto addirittura espellere dopo aver guidato una motocicletta nei corridoi della sua scuola. Quanto ci sia di vero in questa storia non si sa, ma una cosa è certa: l’anima ribelle che contraddistinse molti dei personaggi da lui interpretati gli è sempre appartenuta.

Gaia Losengo
Classe 3^E Liceo Classico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento