Gli amici del Liceo Azuni – Dall’ “Azuni” all’Asinara (prima parte)

Una ex studentessa del nostro Istituto, già apprezzata docente nelle scuole medie superiori di primo grado, ancora oggi appassionata ricercatrice e divulgatrice di tematiche legate alla difesa e alla valorizzazione dell’ambiente, ripercorre in un bellissimo racconto le tappe che l’hanno portata dalla aule del Liceo Azuni alla guida di intere generazioni di studenti in terra di Gallura e, con molti di loro, fino all’ isola dell’Asinara, che ha fatto scoprire ai suoi allievi in tutta la sua meravigliosa ricchezza naturalistica. 

 

  

 

Dall’ “Azuni” all’Asinara

di Marina Pala

 

(Prima parte)

 

Sassari

A quattordici anni ero una ragazzina longilinea, ancora ingenua e infantile ma con i primi brufoli sul viso. Capelli corti, occhi grandi castano chiari con venature di verde, viso allungato, lunghe gambe sottili e un corpo armonioso. Non avevo curve che attirassero gli sguardi maschili e vivevo ancora nel mondo incantato dell’infanzia. Finita la scuola media a Nulvi, il paese delle mie radici, arrivò il tempo delle scelte per proseguire gli studi superiori. Avevo già evidenziato una certa predisposizione per la matematica e le materie scientifiche ma seguendo il percorso intrapreso da Franca, mia nipote maggiore di due anni, e inconsapevole della via a me più congeniale, mi iscrissi al Liceo Classico “D. A. Azuni” di Sassari, l’Istituto Principe che apriva tutte le porte del futuro. E, come da tradizione familiare, mi trasferii a vivere a Sassari nella casa della mia sorella maggiore, madre di Franca, diventando di fatto la sua terza figlia.

La mia lingua madre era il sardo logudorese, che i miei genitori e tutta la famiglia parlavano fra di loro, e che diventò perciò anche la mia principale fonte di comunicazione. In quel periodo, a metà degli anni Sessanta, si riteneva che parlare il sardo avrebbe compromesso l’uso di un Italiano corretto e causato quindi maggiori difficoltà negli studi. Per evitare questo pericolo, dunque, la mia sorella maggiore, che  diventata maestra insegnava nelle scuole elementari di gran parte dell’Anglona, si rivolgeva a me utilizzando la lingua nazionale e correggendo tutte quelle mie imprecisioni che derivavano dalla traduzione letterale dalla lingua sarda. Il suo impegno, però, non poté del tutto evitare le difficoltà che incontrai nell’affrontare gli studi classici di un tradizionale e rigido liceo. I primi tempi furono difficili e faticosi e i risultati scolastici si rivelarono modesti nelle discipline umanistiche, che richiedevano la padronanza della lingua italiana, mentre erano più soddisfacenti nelle materie scientifiche e nella matematica, a me più congeniali. Quando la prima verifica scritta di Latino fu valutata 1 con tre meno, che significava aver fatto nove errori blu gravi e tre errori rossi più lievi, pensai che non ce l’avrei mai fatta. Provenivo dal primo anno di riforma della scuola media unificata in cui era stato abolito lo studio del Latino ma l’insegnante del Ginnasio non ne teneva conto e svolgeva il programma come se gli alunni avessero le basi di tre anni in quella disciplina. Io cercavo di affrontare con tutte le mie forze le notevoli difficoltà di adattamento alla nuova scuola e alla nuova vita, così mi buttai a capofitto negli studi rinunciando ad ogni distrazione. Senza  nessun aiuto esterno, ma con tanta determinazione, riuscii gradualmente a migliorare i risultati scolastici in tutte le materie. Quando arrivò il 9 in Greco e l’8 in Latino, capii che forse ce l’avevo fatta .

Nacquero intanto le nuove amicizie e i primi amori. La sezione G del Liceo Ginnasio “D.A. Azuni” era frequentata prevalentemente da studenti pendolari provenienti da centri dell’hinterland di Sassari quali Ittiri, Uri, Usini, Osilo, Sennori, Sorso, Ploaghe e Nulvi, ma anche da altri più distanti quali Benetutti, Bitti, Bonorva e Giave. Pochi erano invece gli alunni residenti in città e pochissimi quelli di estrazione sociale borghese. Le famiglie degli studenti erano semplici, formate soprattutto da contadini, operai, allevatori, impiegati e da qualche commerciante, ma attente alla formazione culturale dei propri figli affinché il loro futuro fosse il più radioso possibile. I ragazzi benestanti  delle famiglie più agiate di Sassari e dintorni occupavano invece i banchi delle sezioni A e B, quelli con i professori stabili e rinomati. In quelle sezioni si formarono  infatti Cossiga, Segni, Berlinguer ed altri personaggi che successivamente si distinsero a livello nazionale ricoprendo le più alte cariche pubbliche.

 

(Nella foto che segue, un’immagine della facciata principale del Liceo Azuni di Sassari)

 

All’interno della classe, piuttosto numerosa, si erano formati  intanto diversi gruppi di amici, più affini fra di loro per provenienza o per interessi e difficoltà comuni. Con loro anch’io andavo ai balli studenteschi che si tenevano all’Hotel Jolly, al cinema, a fare le passeggiate in via Roma o al bar dell’ “Astra”, dove si imparava a fumare le prime sigarette. Qualche volta si marinava la scuola girovagando per la città, dove si percepivano già i primi segnali della contestazione giovanile, ma poi bisognava giustificare l’assenza ed era impensabile per me chiederlo alla mia “sorella mamma”, quindi per evitare tutti i problemi che ne sarebbero derivati imparai anche a falsificare bene la sua firma! E la Ligios, l’insegnante delle materie letterarie, accettava sorridendo la giustificazione di quella decina di alunni che stranamente si erano “ammalati” tutti contemporaneamente. Non si è mai scoperto se davvero credesse al malessere generale o facesse finta di crederci, dal momento che gli assenti erano fra i suoi allievi preferiti.

E così, tra le innumerevoli versioni di Greco e Latino, l’analisi dei testi dei grandi poeti, la recita a memoria della Divina Commedia, la riflessione e la critica sugli avvenimenti storici o sul pensiero filosofico, arrivò prima l’esame di quinta ginnasio e poi quello di maturità, che si concluse più o meno brillantemente per quasi tutti. Arrivarono anche i diciotto anni e io, ormai cresciuta, mi sentii pronta per affrontare la vita, per iniziare un nuovo ciclo, mentre volavano via veloci quegli ultimi anni Sessanta così inquieti, impegnati, formativi e ricchi non soltanto di contestazioni e manifestazioni ma anche di profondi cambiamenti nei giovani e nell’intera società. Mi trovai ancora una volta al bivio, a dover scegliere come e dove continuare la mia formazione. La frequenza del Liceo Classico Azuni mi rese molto più consapevole delle mie attitudini e delle mie capacità e mi scoprii innamorata della natura e del territorio della nostra magica e antica isola. Pertanto, senza alcun dubbio, mi iscrissi alla Facoltà di Scienze Matematiche, Chimiche, Fisiche e Naturali per frequentare il corso di laurea in Scienze Naturali.

Per oltre quattro anni mi destreggiai egregiamente tra Matematica, Fisica, Chimica, Mineralogia, Geologia, Paleontologia, Zoologia, Botanica, Ecologia e tante altre discipline simili. Avevo  scelto però ancora una volta la strada più difficile, passando da cinque anni di studi umanistici a discipline prettamente scientifiche che richiedevano delle basi solide, come quelle degli studenti provenienti da altri licei con un indirizzo di studi più specifico in questo senso. Il Liceo Azuni mi aveva comunque fatto acquisire un valido metodo di studio per cui, dopo l’iniziale momento di difficoltà e la fatica per superare il primo esame di Matematica nel quale al primo colpo mi assicurai in ogni caso un bel 24, mi adattai rapidamente al piano di studio del mio corso universitario e proseguii speditamente con buoni risultati.

Quello di Scienze Naturali, a Sassari, era un nuovo corso di laurea della Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche e ancora non aveva una sua sede stabile. Gli studenti dunque erano ospitati nelle sedi delle Facoltà di Agraria e Biologia e l’Istituto di Geologia, in particolare, divenne la mia seconda casa. Lì si affrontava gran parte degli esami, lì s’imparavano i nuovi linguaggi, lì si facevano le analisi di laboratorio delle diverse ricerche sperimentali e lì si preparava la tesi di laurea. Il punto di riferimento era il professor Bruno Dettori, che guidava gli studenti con competenza e professionalità ma anche con il sorriso e l’amicizia. Ed è lì che nacque il mio grande amore per le rocce e per il paesaggio naturale.

La laurea arrivò il 15 marzo 1977, con il voto di 110/110.

 

 La Gallura

Il paesaggio che più mi affascinava era senza dubbio quello granitico, che avevo imparato ad osservare e a conoscere fin da bambina quando viaggiando sul trenino, oggi verde e turistico, giungevo da Nulvi in Gallura. Il granito l’ho poi studiato e analizzato durante il corso di studi universitari per completarne la conoscenza con la tesi di laurea. E quando, un mese dopo la discussione della tesi, convolai a nozze con mio marito e mi trasferii nel territorio di Arzachena, dove lui già risiedeva in quanto operatore turistico, pensai che il disegno del mio destino si era compiuto. Avevo trovato il luogo dell’anima. Un luogo magico dove vivere in armonia con la natura che tanto amavo.

Adottata dall’antica terra granitica di Arzachena, con la sua Costa Smeralda, ho iniziato a conoscere il suo territorio, straordinario in ogni elemento. Ho così scoperto e apprezzato la macchia mediterranea aspra, pungente e intricata che in ogni stagione dell’anno regala colori, profumi  e sapori, la fauna che vi trova riparo e cibo e si riproduce facilmente, il mare dalle mille sfumature di azzurro e di verde abbracciato dolcemente da piccole cale bianche o rosate a seconda della prevalenza dei minerali del granito. Tuttora i miei occhi non si saziano mai della meraviglia delle rocce di Gallura così multiformi ed eterogenee, scavate, modellate e plasmate dal vento e dalla pioggia, con i microtafoni ad adornarle e ricamarle che lentamente si aprono, nel corso di milioni di anni, in veri e propri tafoni, grotte di diversa ampiezza che spesso si concatenano tra loro creando degli spettacolari monumenti naturali.

Il desiderio di condividere tale bellezza e di trasmettere l’amore per la natura in cui ero immersa, assieme al bisogno di salvaguardarla, mi ha fatto scegliere il lavoro che forse avevo sempre sognato, quello dell’insegnante. Ho formato ed educato i ragazzi adolescenti della scuola media ispirandoli ad aprire i loro occhi sul mondo per apprezzare il paradiso in cui, ancora inconsapevoli, vivevano. Ho voluto offrire loro conoscenze e competenze, ma soprattutto passione e amore per il proprio territorio, con il fine ultimo di farli diventare le sentinelle della natura.

 

(Nella foto che segue, alcuni studenti del corso musicale della Scuola Media di Arzachena, in un progetto coordinato della professoressa Marina Pala, si esibiscono in un concerto sulla spiaggia del Grande Pevero,  in Costa Smeralda, dinanzi alle telecamere del programma televisivo della Rai “Linea Blu” – 2016)

 

Ho insegnato per tanti anni Matematica e Scienze con entusiasmo e soddisfazione, privilegiando forse la seconda materia perché consentiva a me e ai ragazzi di esplorare ogni angolo dei diversi habitat di cui è ricco il comune di Arzachena. Li ho guidati a scoprire mare e coste, prati e boschi, zone umide e alture, proponendo attività per loro interessanti e divertenti che consentivano di imparare con gioia. Ogni progetto didattico veniva poi rielaborato, illustrato e documentato per proporlo fuori dalle mura scolastiche, oltre che ai genitori, anche ai vari enti coinvolti, in primis il Comune, e all’opinione pubblica, con l’obiettivo di sensibilizzare anche gli adulti alla tutela del proprio ambiente e di realizzare concretamente le azioni che i ragazzi proponevano.

Ho voluto che i miei studenti amassero l’intera Sardegna nella sua variabilità e biodiversità, perciò sono stati tanti i progetti di educazione ambientale realizzati e mirati alla conoscenza ed alla salvaguardia della nostra straordinaria terra.

Il più emozionante e indimenticabile per docenti e studenti è stato senza ombra di dubbio quello dedicato alla scoperta dell’isola più misteriosa della nostra regione, l’Asinara.

 

(Fine prima parte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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